Appalti e Atti pubblici informatici

L’atto notarile informatico, firmato digitalmente dalle parti e dal notaio, è un documento di cui viene garantita la formazione e la successiva conservazione per un tempo illimitato. In tal modo il notaio garantisce la stessa sicurezza giuridica del documento cartaceo.

Dal 2010 sono operative le Disposizioni in materia di atto pubblico informatico che consentono ai notai di redigere atti pubblici in formato elettronico, nonché di sottoscrivere i medesimi atti e le scritture private utilizzando la firma digitale. È possibile così stipulare atti in formato elettronico, sottoscrivendoli con firma digitale, sempre alla presenza del notaio e con tutti i controlli preventivi che caratterizzano l’atto cartaceo.

Firma DigitaleDiventa così possibile:

    • utilizzare l’atto notarile informatico per gli atti relativi all’acquisto della casa, al mutuo o alla costituzione di società;
    • eliminare la carta nella fase di redazione e conservazione degli atti.
Tutti i notai italiani sono dotati di firma digitale. Non tutte le disposizioni sono, però, immediatamente applicabili: lo sono le norme relative al rilascio delle copie, all’attestazione di conformità di copie e documenti formati su qualsiasi supporto, alla rettifica di errori mediante certificazione dello stesso notaio.

 

Quali sono i vantaggi per i cittadini e le imprese?

    • il cittadino può scegliere se stipulare l’atto pubblico in modalità informatica o su carta;
    • per stipulare l’atto pubblico informatico si potrà utilizzare la propria firma elettronica (anche non qualificata);
    • i cittadini e le imprese potranno stipulare un atto notarile (sotto forma di scrittura privata autenticata) rivolgendosi contemporaneamente a due diversi notai, per esempio se si trovano in due diverse città;
    • il notaio redige l’atto direttamente sul computer, lo legge dal computer e appone dopo le firme delle parti anche la sua firma digitale sul documento;
    • le spese di conservazione degli archivi informatici sono interamente a carico del Notariato;
    • già da oggi possono essere rilasciate in formato digitale anche le copie degli atti cartacei.

Dal punto di vista degli effetti giuridici l’atto pubblico su supporto cartaceo e informatico sono equivalenti. La firma digitale del notaio comporta la conclusione del contratto. Gli atti notarili informatici saranno comunque conservati secondo norme di legge e tecniche che consentano la fruibilità dei dati nel tempo: Notaio Chiofalo - Atto Informaticoil notaio presso il quale si conclude il contratto mette l’atto a raccolta e lo conserva nel proprio archivio situato in una struttura informatica centralizzata posta presso il Consiglio Nazionale del Notariato. Quando il notaio cessa l’esercizio dell’attività, i suoi atti informatici saranno depositati presso gli archivi notarili gestiti dal Ministero della Giustizia come oggi avviene per gli atti cartacei.

 

I costi per le parti saranno gli stessi pagati oggi per gli atti tradizionali. La differenza è che oggi, per una compravendita immobiliare, ci si rivolge a un unico notaio mentre d’ora in poi ne entreranno in gioco due laddove l’atto si debba concludere a distanza. Questo non vuol dire che le spese raddoppieranno, ma solo che la parcella sarà suddivisa tra i due professionisti.

 

Atto pubblico informatico

Un’altra importante modalità applicativa dell’atto informatico si ritrova nell’ambito delle procedure di affidamento dei contratti pubblici. Il nuovo co. 13 dell’art. 11 del Codice degli appalti (D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163) prevede, infatti, che «Il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata».

La modalità elettronica non è più una mera alternativa, residuale, alla forma cartacea, bensì l’unico modo con cui è oggi possibile procedere alla stipulazione dei contratti in parola. Tale previsione è ribadita nel sistema delineato dal cosiddetto “Decreto Sviluppo” che favorisce il processo di digitalizzazione nel settore pubblico e, così come numerosi altri provvedimenti degli ultimi anni, intende promuovere l’uso dell’informatica come strumento privilegiato nei rapporti tra Pubblica Amministrazione e Cittadini.